“Ci saranno molti morti, le prossime due settimane saranno le più dure”, lo ha detto Donald Trump aprendo la conferenza stampa con la task force contro il coronavirus. Poi ha aggiunto: “Dobbiamo riaprire il Paese. Non possiamo stare chiusi per mesi e mesi”. Questo Paese “non è fatto per questo”.

Il presidente ha poi annunciato che saranno inviati a New York parte dei ventilatori polmonari di una scorta di 10.000 unità che il governo ha accumulato. “Ora ne abbiamo 10.000 in cantiere e le scorte accumulate. 10.000, chiudiamo. E ne stiamo trasferendo alcuni a New York. Ce ne serviranno altre. Ne stiamo trasferendo alcuni a New York City e nello stato, separatamente. E li stiamo portando al punto in cui ne avranno bisogno”. Ci sono 113.806 casi di coronavirus a New York e 3.565 morti, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. 

“Posso anche riferire che, sotto la mia direzione, 1.000 militari si stanno dispiegando a New York City per assistere dove ce n’è più bisogno. Questo è il punto più caldo di tutti i punti caldi”, ha detto Trump. Il presidente ha aggiunto: “Il New Jersey è proprio li’ vicino e non so se si tratta di un eccesso, ma è un grande stato e anche uno stato affollato”.

Il presidente ha anche detto che il suo uso della legge sulla produzione della difesa (Defense Production Act – DPA) e’ stato in parte una “ritorsione” nei confronti delle aziende che non hanno dato al governo ciò che gli e’ stato chiesto. “Si potrebbe chiamare ‘ritorsione’ perche’ e’ quello che è. E’ una ritorsione. Se la gente non lo fa – se non ci da’ quello di cui abbiamo bisogno per il nostro popolo, e siamo stati molto duri”, 

Trump ha menzionato la 3M e ha detto che vuole che quella societa’ fornisca mascherine all’America invece di inviarle in altri posti. “La FEMA e la HHS ne hanno ordinato 180 milioni – pensa un po’ – 180 milioni. Chi ha mai sentito parlare di 180 milioni di maschere N95?, e stiamo lavorando con la 3M per vedere se tutto va bene o no, ma vogliamo che aiutino il nostro paese, e penso che andra’ tutto bene. Vi faremo sapere presto, ma abbiamo bisogno delle maschere. Non vogliamo che le ricevano altre nazioni”. 

Poi Trump si è rivolto alla stampa: diffondere fake news “fa male al nostro Paese e fa male al mondo”, ha detto, aggiungendo: ci sono media che “devono smetterla di diffondere false voci e il panico”.

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