Il pianeta Urano sta perdendo parti della sua atmosfera, che vengono rilasciate nello spazio sotto forme di bolle cariche di plasma, chiamate plasmoidi, e che potrebbero provocare lo sfaldamento dell’atmosfera del pianeta. Emerge dai dati analizzati dalla Nasa e relativi alle informazioni raccolte dalla sonda Voyager 2, quando ha sorvolato il pianeta nel 1986. 

“I plasmoidi si staccano dal campo magnetico di Urano durante le orbite e hanno provocato una diminuzione variabile dal 15 al 55 per cento dell’atmosfera del pianeta”, afferma Gina Di Braccio, fisica astronomica presso il Goddard Space Flight Center della Nasa, aggiungendo che per molto tempo si è ipotizzato che i campi magnetici proteggessero i pianeti riparandoli dai venti solari. Ma secondo questo studio gli stessi campi magnetici potrebbero svolgere una funzione simile a quella di un imbuto, e far disperdere l’atmosfera.

“Eventi simili sono stati osservati su Giove e Saturno, e questo ci ha fatto pensare che la stessa sorte potrebbe essere capitata al nostro vicino Pianeta rosso. Marte aveva una densa atmosfera e ha conservato tracce della presenza di acqua. È cambiato, diventando il pianeta arido che osserviamo oggi”, aggiunge Di Braccio, coinvolta nel progetto Mars Atmosphere and Volatile Evolution, o missione MAVEN.

“Urano però ha delle caratteristiche diverse, dato che il suo asse è capovolto su un lato. Quando il pianeta gira, la sua magnetosfera, cioè lo strato su cui il campo magnetico influisce maggiormente, oscilla, come un pallone da calcio lanciato male. Il movimento unico del pianeta ci ha incuriositi e abbiamo estratto le letture del magnetometro di Voyager 2″, spiega Dan Gershman, collega e coautore di Di Braccio. 

“Abbiamo confrontato le informazioni con i dati relativi ai plasmoidi legati a Giove, Saturno e Mercurio, calcolando che i plasmoidi di Urano dovrebbero presentare una forma cilindrica lunga più di 200mila km e larga 400mila km. La nostra ipotesi è che questo plasmoide, come altri che si trovano nello spazio, possa contenere particelle cariche di idrogeno ionizzato”, prosegue il ricercatore.

“Alcune di queste strutture presentano un campo magnetico interno e contorto, mentre Urano sembra generare plasmoidi lisci e chiusi, a forma di cappio, che si formano quando il pianeta rilascia nello spazio frammenti della propria atmosfera”, osservano ancora gli scienziati. “Se i nostri calcoli sono corretti, Urano avrebbe perso tra il 15 e il 55% della sua massa atmosferica, una percentuale più alta rispetto a quanto accaduto a Giove o a Saturno”, conclude Di Braccio. 

Annunci

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui